Kiko: nuova squadra manageriale e focus sull’Oriente

Cristina Scocchia spiega il nuovo piano industriale del brand in un’intervista a Corriere Economia
Kiko: nuova squadra manageriale e focus sull’Oriente

Cristina Scocchia, amministratore delegato di KikoMilano da luglio 2017

Una nuova squadra manageriale, che poco prima di Natale ha visto l’ingresso di Iacopo Martini come direttore finanziario, Heike Linnemann come brand genral manager, Julia von Dewall come direttore risorse umane e Cecilia Chiodaroli (ex Coty) in qualità di trade marekting director. Ma non solo anche 90 milioni di euro, di cui 25 in innovazione tecnologica, nei prossimi tre anni. Sono questi i punti salienti del piano industriale di KikoMilano per il 2018-2020 illustrati da Cristina Scocchia in un’intervista a Corriere Economia di oggi. In particolare la manager, amministratore delegato di KikoMilano da luglio dello scorso anno, ha spiegato che la strategia prevede, da un lato, la valorizzazione del brand e il potenziamento del suo e-commerce e, dall’altro, una ridefinizione del business dal punto di vista geografico. “Lavoreremo per valorizzare un marchio che è iconico e che ha aperto una nuova strada nella cosmetica, poi miglioreremo ulteriormente il prodotto, con un giusto bilanciamento dell’innovazione tra prodotto e marketing. Faremo forti investimenti, soprattutto sull’e-commerce, che ha notevoli potenzialità, per arrivare al raddoppio del suo peso in tre anni, dall’attuale 4% del fatturato all’8%” ha affermato la manager, che ha aggiunto: “Il gruppo fa una svolta precisa puntando su Paesi che hanno un forte sviluppo demografico e alti tassi di crescita e dove il nostro brand ha un ottimo posizionamento come l’India, il Medio Oriente e l’Asia, dove prevediamo di passare dal 4% al 20% dei ricavi entro il 2020. Oggi in questa area abbiamo una quindicina di negozi e ne apriremo oltre 70 in tre anni. Ridurremo, invece, in modo significativo la presenza negli stati Uniti, che stanno attraversando una crisi generalizzata del retail (…). Chiuderemo 25 negozi su 30 che abbiamo, il numero definitivo dipende dalle trattative in corso. Ma Kiko Us continuerà a esistere, pagheremo al 100% tutti i creditori sociali e svilupperemo sempre di più l’e-commerce anche negli Stati Uniti, dove il mercato digitale vale l’11% delle vendite”.

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