I filtri UV non danneggiano i coralli
I filtri UV non danneggiano i coralli (foto sito corporate L'Oréal)

Il Centro Scientifico di Monaco (CSM) e la Divisione Ricerca e Innovazione di L’Oréal (R&I) hanno sviluppato congiuntamente un metodo per valutare con precisione l’impatto sui coralli generato dai prodotti per la protezione solare: da questi studi è emerso con evidenza scientifica che i filtri UV utilizzati nei cosmetici non hanno effetti sull’attività fotosintetica dei coralli. Il test si basa sulla misurazione di uno dei principali parametri che stanno alla base dello sbiancamento delle barriere coralline, ovvero la fotosintesi delle micro-alghe che vivono in simbiosi con i coralli.

I risultati dello studio Photochemical response of the scleractinian coral Stylophora pistillata to some sunscreen ingredients” (Risposta fotochimica della sclerattinia Stylophora pistillata ad alcuni ingredienti contenuti nei prodotti per la protezione solare) sono stati recentemente pubblicati su “Coral Reefs”, la principale rivista scientifica in questo ambito. Lo studio dimostra che i coralli esposti per 5 settimane a 5 filtri UV impiegati nei cosmetici mantengono a pieno le loro capacità fotosintetiche, anche laddove i filtri UV sono stati testati a concentrazioni di gran lunga superiori a quelle rilevate in ambiente marino. https://rd.springer.com/article/10.1007/s00338-018-01759-4.

La comunità scientifica degli esperti di barriere coralline è largamente concorde nell’individuare nel riscaldamento globale la causa del loro sbiancamento. Recentemente i filtri UV sono stati ritenuti responsabili di avere un impatto negativo sui coralli, contribuendo al loro sbiancamento. Pertanto si è ritenuto necessario condurre uno studio scientifico per misurarne esattamente l’impatto e la divisione R&I di L’Oréal ha ritenuto importante dare il proprio contributo a questi studi.

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