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Oltre 35 milioni di italiani hanno utilizzato integratori nell’ultimo anno

Secondo l’indagine “Italiani e Integratori alimentari” realizzata da AstraRicerche per conto di Integratori & Salute, la farmacia è il luogo di elezione per l’acquisto di integratori alimentari per il 61% dei nostri connazionali
Oltre 35 milioni di italiani hanno utilizzato integratori nell’ultimo anno

I comportamenti dei nostri connazionali rispetto alla cura del proprio benessere evidenziano una visione olistica, di cui riposo e relax (60%), sana alimentazione (52%) e attività fisica (51%) sono le fondamenta. In questo scenario, gli integratori alimentari assumono un ruolo sempre più centrale nella quotidianità delle persone, inserendosi come supporto complementare a uno stile di vita già attivo: è così per quasi 4 su 10 (38%). Gli integratori sono entrati a far parte della routine di una quota sempre più ampia della popolazione: più di 8 italiani su 10 (85%) li hanno utilizzati nell’ultimo anno e 1 su 3 li assume regolarmente tutti i mesi. Mentre una parte (17%) lo fa per esigenze specifiche e solo il 15% dei nostri connazionali non li ha mai usati. In ogni caso, si tratta di un’esperienza d’uso che viene considerata pienamente positiva: quasi 8 su 10 ritengono che gli integratori abbiano migliorato il proprio benessere. Sono questi alcuni tra i punti chiave dell’indagine “Italiani e Integratori alimentari” realizzata da AstraRicerche per conto di Integratori & Salute, l’associazione più rappresentativa del comparto degli integratori alimentari in Italia e parte di Unione Italiana Food, aderente a Confindustria.  Lo studio ha fotografato percezioni, conoscenze, modalità e frequenza di consumo degli italiani rispetto a questi prodotti (Indagine AstraRicerche “Italiani e Integratori alimentari”, Marzo 2026 – questionario online / campione 1.000 individui, 18-74 anni). “Come emerge dalla ricerca, gli italiani mostrano una crescente fiducia verso gli integratori alimentari” afferma Germano Scarpa Presidente di Integratori & Salute. “Non si tratta di un acquisto impulsivo, ma di un utilizzo fatto con frequenza e metodo, basato sulla percezione di un reale giovamento per il benessere fisiologico e il miglioramento della qualità della vita. Il mercato degli integratori in Italia ha dimostrato una resilienza straordinaria, evolvendo da settore di nicchia a pilastro fondamentale del mantenimento del benessere. Gli italiani hanno compreso che l’integrazione, se inserita in uno stile di vita corretto e supportata dal parere di medici e farmacisti, è un investimento sulla longevità attiva. Il nostro impegno come associazione è da un lato continuare a investire in ricerca scientifica e innovazione nelle formulazioni per garantire prodotti sempre più efficaci e specifici; dall’altro, promuovere una corretta cultura di prodotto per abbattere i luoghi comuni che ancora ci sono.”

Senso di sicurezza e professionalità: la farmacia è il luogo di elezione per l’acquisto di integratori alimentari per il 61% dei nostri connazionali. L’online segue a distanza, con il 33%, segno che la consulenza umana conta ancora molto. Gli acquisti sul web superano comunque quelli effettuati presso la GDO, che si piazzano al terzo gradino del podio con 21,5%. Il consiglio su quali integratori assumere arriva per 2 utilizzatori su 3 (65%) da medici e farmacisti, che rappresentano le figure professionali più influenti sull’acquisto. Solo 1 italiano su 3 (34%) è solito seguire il “fai da te”, una pratica sconsigliata e che può comportare dei rischi per il consumatore.

Per approfondire la conoscenza di questi prodotti, i nostri connazionali seguono in primis i professionisti della salute come medici (41%) e farmacisti (40%).  Ma anche i canali digitali stanno acquistando un ruolo importante, in particolare per la Gen Z e i Millennials. Tra questi, spiccano la ricerca attiva su Google (22%) e i siti web dei produttori (12,5%); marginali risultano, invece, i social network (8%) e gli influencers (5%). “Se la farmacia è un punto di riferimento per il consumatore è perché il cittadino riconosce nel professionista della salute un importante filtro di attendibilità”, prosegue Germano Scarpa, Presidente di Integratori & Salute. “Occorre continuare a investire nella formazione, in quanto la qualità del prodotto deve sempre camminare di pari passo con la qualità del consiglio. Il farmacista deve conoscere la biochimica dell’integratore, essere in grado di spiegare il concetto di biodisponibilità e suggerire il momento migliore della giornata per l’assunzione di un integratore: solo così si combatte la disinformazione, anche del web”. Spesso, quando si parla di integratori alimentari, ci si imbatte in luoghi comuni, fake news, o informazioni incomplete. Le più ricorrenti sono che “curano” le malattie, si prestano tranquillamente a un uso “fai da te”, “sono come i farmaci”. E poi ancora: sono solo “palliativi”; non servono a nulla o di contro sono “elisir miracolosi di lunga vita”.

Dall’indagine realizzata da AstraRicerche emerge un quadro a tinte chiaroscure sulla conoscenza che gli italiani hanno degli integratori e del loro ruolo. Partiamo dalle buone notizie: i nostri connazionali legano l’utilizzo degli integratori al mantenimento del benessere generale. Gli intervistati sono d’accordo con il fatto che questi prodotti servono a sostenere la salute generale (42%), aumentare l’energia (34%) e aiutare il sistema immunitario (33%). Tuttavia, su altre questioni c’è ancora molto da fare per diffondere una corretta informazione. Ad esempio, solo 4 italiani su 10 (40%) sanno – correttamente – che nessun integratore richiede una prescrizione. Mentre poco più della metà (51%), crede – erroneamente – che sia necessaria la ricetta di un medico almeno per alcuni di essi.

Tra le tipologie di integratori più diffuse, troviamo in testa quelli per le difese immunitarie (39%) e per l’energia fisica (37%), seguiti dagli integratori per bisogni più specifici, come aiuto per le ossa, supporto alla dieta, bellezza, intestino. Anche quelli per il sonno, stress o umore (18%) e concentrazione (16%) raccolgono una buona fetta di mercato, confermando che il benessere mentale è importante quanto quello fisico.

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