Cantabria Labs Difa Cooper festeggia 20 anni
Stefano Fatelli, Amministratore Delegato Cantabria Labs Difa Cooper

Cantabria Labs Difa Cooper festeggia 20 anni. Cantabria Labs Difa Cooper, filiale italiana del gruppo internazionale Cantabria labs, festeggia i 20 anni dalla sua nascita con numeri molto positivi: il fatturato 2023 toccherà quota 52 milioni di euro, con la previsione di raggiungere i 60 nel 2024, gli 80 nel 2027, i 100 nel 2030 e con la previsione di assumere nuovi collaboratori. Cantabria Labs Difa Cooper di Caronno Pertusella (Varese) – attiva nella realizzazione di prodotti dermatologici, farmaceutici e cosmetici studiati per prendersi cura della pelle sia sana che con patologie – da 20 anni è parte del gruppo internazionale Cantabria Labs, presente in 83 Paesi di 4 continenti (con filiali in Cina, Portogallo, Francia, Messico e Marocco, oltre a quella italiana). Risale al 2003, infatti, l’intuizione del manager italiano Stefano Fatelli e dell’imprenditore spagnolo Juan Matji che ha fatto sì che la storica azienda varesina Cantabria Labs Difa Cooper, fondata nel 1959, entrasse nella galassia Cantabria Labs guidata da Matji, a sua volta figlia di una lunga storia e decisa a internazionalizzarsi sempre più. “Quando io e Juan abbiamo iniziato a ragionare di questa fusione, lui mi diceva sempre che l’Italia è un posto di grande innovazione e rilevante dal punto di vista scientifico. E mi esortava a non preoccuparmi solo del business in sé, ma di portare in azienda tutte le energie positive che potessi intercettare sul territorio” ricorda Fatelli, classe 1964, amministratore delegato di Cantabria Labs Difa Cooper e Amministrato Unico di Cosmetica Italia Servizi, l’associazione che da oltre 30 anni offre servizi professionali specialistici in grado di coprire la totalità delle esigenze delle imprese del settore cosmetico. Aggiunge, in sincerità: “Io pensavo fosse poco più di una frase motivazionale per un progetto che immaginavo si sarebbe sì sviluppato, ma in modo più limitato. Invece aveva pienamente ragione”. Sono state dunque bruciate tutte le tappe. Ciò, grazie a un modello multilocale in base al quale le filiali Cantabria nel mondo gestiscono anche in autonomia le proprie attività di ricerca, produzione e commercializzazione, approcciando così in modo dinamico e flessibile le specificità dei diversi mercati: “È successo inoltre che l’Italia si sia imposta come hub di connessione tra lo sviluppo generale del gruppo e le pratiche d’innovazione, i brevetti e i prodotti che siamo andati a sviluppare per poi farli divenire patrimonio comune”. E ancora: “La straordinarietà di questi 20 anni deriva dal fatto che, col nostro format specifico e con un’identità che ci colloca tra il farmaceutico e il cosmetico, abbiamo lavorato con centinaia e centinaia di dermatologi e farmacisti creando una partnership e una fiducia che ancora oggi mi sorprendono e mi emozionano”.

E il futuro? Da sempre l’azienda di Caronno Pertusella, come pure la controllante iberica, punta la sue fiches sull’innovazione, tanto da destinare circa il 12% del proprio fatturato interamente alle politiche di ricerca scientifica e di sviluppo: si tratta, parlando dell’intero budget di Cantabria Labs, di circa 35-36 milioni di euro nel solo 2022. Dal punto di vista del fatturato invece. “Il gruppo Cantabria Labs ha registrato un fatturato di 300 milioni nel 2022 (con 1.200 dipendenti), di 345 quest’anno (con 1.350 dipendenti), sarà di 500 milioni nel 2026, mentre le nostre previsioni iniziali collocavano tale traguardo un anno più tardi. Ecco: non so cosa saremo tra 20 anni, ma tra una decina sfonderemo complessivamente il miliardo, e noi italiani di Cantabria Labs Difa Cooper i 200 milioni. Perché? Perché finché lo spirito dell’azienda rimarrà questo, davvero nessuno sarà in grado di fermarci”.