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Ecco le vincitrici del Premio L’Oréal-UNESCO “For Women in Science” Young Talents Italia

In Italia, dal 2002 al 2023, il programma “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza” ha assegnato ogni anno 6 borse di studio del valore di 20.000 euro per un totale di 112 borse
Ecco le vincitrici del Premio L’Oréal-UNESCO “For Women in Science” Young Talents Italia

L’Oréal Italia ha annunciato oggi le sei vincitrici della XXIV edizione italiana del Premio L’Oréal-UNESCO “For Women in Science” Young Talents Italia. L’evento ha il patrocinio da parte di Città Metropolitana di Milano e del Comune di Milano che ritengono l’iniziativa di particolare valore per la comunità. Durante la cerimonia sono intervenuti anche Eugenia Maria Roccella, Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità; Debora Massari, Assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia; Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano; Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche del lavoro, Politiche sociali e Pari opportunità del Comune di Milano; François Bonet, Console Generale di Francia a Milano; Andrea Lenzi, Presidente del CNR e Ninell Sobiecka, Presidente e AD di L’Oréal Italia. In Italia, dal 2002 al 2023, il programma “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza” ha assegnato ogni anno 6 borse di studio del valore di 20.000 euro per un totale di 112 borse. A partire dalla XXII edizione italiana, in accordo con la giuria, le borse di studio sono diventate dei veri e propri Premi con l’obiettivo di coinvolgere un numero più ampio di ricercatrici e avere una maggiore compatibilità con altre Borse di studio che le candidate potrebbero ottenere. Un’apertura che vuole dare ancora una volta un segnale forte: un supporto concreto per giovani ricercatrici che potranno, grazie al Premio, portare avanti la propria attività di ricerca e il proprio progetto di studio in Italia. Il bando di questa edizione ha raccolto oltre quattrocento candidature. Ninell Sobiecka, Presidente e Amministratore Delegato di L’Oréal Italia, commenta: “Celebrare la ventiquattresima edizione italiana del Premio ‘L’Oréal-UNESCO For Women in Science’ significa rinnovare il nostro impegno nel sostenere la parità di genere nella ricerca scientifica per favorire il progresso di tutta la società. Le sei giovani eccellenze che premiamo oggi non si distinguono solo per il rigore dei loro progetti — che spaziano dalla medicina molecolare all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale — ma diventano veri e propri modelli di riferimento per le prossime generazioni. Perché il mondo ha bisogno della scienza, e la scienza ha mai come ora bisogno delle donne”. La giuria, composta da un panel di illustri professori universitari ed esperti scientifici italiani e presieduta dalla Professoressa Lucia Votano, Dirigente di Ricerca affiliata presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dopo un’attenta valutazione ha selezionato le sei ricercatrici più meritevoli per i loro progetti. Maria Cristina Baglio è un’astrofisica specializzata nello studio di sistemi binari contenenti buchi neri e stelle di neutroni. La sua ricerca si concentra su come questi oggetti estremi catturano ed espellono materia, con l’obiettivo di costruire un quadro unificato che possa estendersi fino ai buchi neri supermassicci al centro delle galassie. Progetto – The Fast and the Furious – Verso un quadro unificato dei processi di accrescimento ed espulsione di materia nei sistemi binari X Istituto Ospitante – INAF- Osservatorio Astronomico di Brera – Merate. Martina Fiumara è una ricercatrice con un dottorato in medicina molecolare, specializzata in terapia genica e cellulare. La sua ricerca integra lo studio della biologia delle cellule staminali del sangue e l’ingegneria genetica con un obiettivo ambizioso: curare le malattie genetiche correggendo il DNA delle cellule malate. Progetto – Ingegneria genetica delle cellule staminali del sangue per il trattamento della sindrome VEXAS Istituto Ospitante – Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica; Università Vita-Salute San Raffaele. Taira Giordani è una fisica specializzata nello sviluppo di piattaforme per le tecnologie quantistiche fotoniche. La sua ricerca si concentra su dispositivi che utilizzano singole particelle di luce all’interno di circuiti ottici miniaturizzati per elaborare l’informazione ed eseguire algoritmi quantistici. Il suo progetto mira a validare queste architetture per realizzare veri e propri processori quantistici programmabili in grado di risolvere problemi ad alta complessità. Progetto – 3D-QORE: Circuiti Ottici Integrati 3D Riconfigurabili per il Calcolo Quantistico Fotonico Istituto Ospitante – Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Fisica, Quantum Lab. Lucrezia Laccetti è una botanica specializzata nello studio dell’adattamento delle piante agli ambienti estremi. La sua ricerca si concentra sui meccanismi ecologici e genetici che regolano l’interazione tra piante e insetti, con l’obiettivo di comprendere la resilienza delle specie vegetali di fronte ai cambiamenti climatici. Progetto – Come le piante rispondono a rapidi cambiamenti nelle comunità di insetti con cui interagiscono Istituto Ospitante – Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Biologia. Elena Monti è una fisiologa e biologa specializzata nello studio dell’invecchiamento neuromuscolare. Sta sviluppando una mappa molecolare ad alta risoluzione del muscolo umano per comprendere come combattere la perdita di massa e forza muscolare legata all’avanzamento dell’età. Progetto – Generazione di una mappa trascrittomica e proteomica dell’invecchiamento umano per scoprire e validare nuove strategie terapeutiche che migliorino la forza muscolare in persone anziane. Istituto Ospitante – Università di Padova, Dipartimento di Scienze Biomediche (DSB). Selene Tomassini è ingegnere biomedico e ricercatrice nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina. I suoi studi si concentrano sullo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni cliniche nella diagnostica per immagini. Progetto – mAInds: modality-aware AI for neuro- oncological decision support. Istituto Ospitante – Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione, Università di Trento.

Il programma L’Oréal-UNESCO “For Women in Science” è partito a livello internazionale nel 1998 e da allora si impegna per permettere a un numero sempre maggiore di scienziate di superare le barriere all’avanzamento di carriera e contribuire a risolvere le grandi sfide dei nostri tempi, a beneficio di tutti. In 28 anni il programma ha sostenuto più di 4.900 ricercatrici di oltre 140 paesi, premiando l’eccellenza scientifica e ispirando le generazioni di giovani donne a perseguire la loro carriera. Sette di queste scienziate, dopo aver vinto il premio L’Oréal-UNESCO, sono state insignite del premio Nobel: tra loro Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, vincitrici del Nobel per la Chimica nel 2020 e Anne L’Huiller e Katalin Karikò vincitrici del Nobel per la Fisica e la Medicina nel 2023.

Le disuguaglianze di genere prendono forma molto prima dell’ingresso nel mondo del lavoro, radicandosi già nelle aspettative e nelle aspirazioni delle nuove generazioni. I percorsi immaginati divergono in modo significativo già in età precoce, come conferma anche l’edizione 2026 della ricerca “Sognando il futuro e il lavoro” di Valore D. Le professioni tecnico-scientifiche, infatti, attraggono il 31% dei ragazzi ma solo l’11% delle ragazze, e oltre la metà delle giovani non ha figure a cui ispirarsi al di fuori dalla cerchia quotidiana. Per incidere realmente sul gender gap nelle STEM occorre agire in anticipo, ampliando fin da subito l’orizzonte delle possibilità e rendendo visibili percorsi professionali alternativi e inclusivi. 

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