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Una solida prima metà del 2026 per The Estée Lauder Companies

Per il 2026, la società sta aumentando la guidance annuale 2026, riflettendo performance solide nella prima metà dell’anno e mantenendo cautela per l’incertezza macroeconomica e i venti contrari persistenti
Una solida prima metà del 2026 per The Estée Lauder CompaniesScreenshot

The Estée Lauder Companies Inc. ha reso noti i risultati finanziari per il secondo trimestre conclusosi il 31 dicembre 2025. “Abbiamo ottenuto eccellenti risultati nel secondo trimestre, consolidando una solida prima metà dell’anno fiscale 2026,” ha dichiarato Stéphane de La Faverie, Presidente e CEO. “In questo anno cruciale, Beauty Reimagined ha rivitalizzato la nostra attività mentre mettiamo in atto la più grande trasformazione operativa, di leadership e culturale della nostra storia. Nel suo primo anniversario, aumentiamo la nostra previsione per l’anno fiscale 2026, fiduciosi nella forza della nostra ripresa, anche se la seconda metà dell’anno riflette venti contrari precedentemente previsti e ora maggiori investimenti rivolti al consumatore, mentre prevediamo di ripristinare la crescita organica delle vendite ed espandere il nostro margine operativo per la prima volta in quattro anni.”  Nei tre mesi conclusi il 31 dicembre le vendite nette (come riportate) sono aumentate del 6% a 4,2 miliardi di dollari. Le vendite nette organiche sono aumentate del 4%. Il margine lordo (come riportato e rettificato) è aumentato di 40 punti base, al 76,5% rispetto al 76,1%, riflettendo benefici netti dal Piano di Recupero della Redditività e Crescita (“PRGP”), in gran parte compensati dall’impatto di dazi incrementali, variazioni nel mix di business e inflazione. I benefici del PRGP sono stati trainati da efficienze operative, incluso un approccio più competitivo agli acquisti e l’ottimizzazione delle spese, oltre a una riduzione di eccedenze e obsolescenza.  Il margine operativo riportato è stato del 9,5%, in miglioramento rispetto a (14,5)% dell’anno precedente, che era stato influenzato negativamente da 861 milioni di dollari di svalutazioni dell’avviamento e di altre attività immateriali. Il margine operativo rettificato è aumentato di 290 punti base, al 14,4%, riflettendo benefici netti del PRGP. Tali benefici hanno contribuito a ridurre spese non rivolte al consumatore, nonostante la normalizzazione dei costi degli incentivi ai dipendenti, e hanno fornito risorse per maggiori investimenti rivolti al consumatore. L’utile (perdita) diluito per azione ordinaria è aumentato a un utile di 0,44 dollari, rispetto a una perdita di (1,64) dollari dell’anno precedente. L’utile diluito rettificato per azione è aumentato a 0,89 dollari, ovvero +43%, rispetto a 0,62 dollari.

Per i sei mesi conclusi il 31 dicembre 2025. I flussi di cassa netti generati dalle attività operative sono aumentati a 785 milioni di dollari, rispetto a 387 milioni dell’anno precedente, principalmente per effetto di maggiori utili (al netto di voci non monetarie). Le spese in conto capitale sono diminuite a 204 milioni di dollari da 273 milioni, riflettendo il focus strategico dell’azienda sul dare priorità a investimenti rivolti al consumatore per alimentare la crescita, ottimizzando al contempo gli investimenti complessivi. Il Free Cash Flow è stato di 581 milioni di dollari, rispetto a 114 milioni dell’anno precedente, riflettendo solidi flussi di cassa operativi e la tempistica delle spese in conto capitale. L’azienda continua a concentrarsi sul miglioramento del Free Cash Flow tramite efficienze operative e ottimizzazione degli investimenti. L’azienda ha pagato 150 milioni di dollari di corrispettivo differito relativo all’acquisizione del brand TOM FORD (anno fiscale 2023) e 255 milioni di dollari in dividendi.

L’azienda ha ottenuto guadagni di quota nel beauty prestige nel secondo trimestre fiscale 2026 in alcuni mercati chiave: Cina continentale, dove ha registrato il secondo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra delle vendite retail e ulteriori guadagni di quota, trainati da tutte le categorie, con leadership di La Mer, TOM FORD e Le Labo.; in Giappone, con guadagni di quota complessivi trainati dal Makeup (M·A·C e Bobbi Brown Cosmetics) e dalle Fragranze (Le Labo, KILIAN PARIS, Editions de Parfums Frédéric Malle); negli Stati Uniti con guadagni di quota in volume nel beauty prestige totale, con guadagni di quota in valore anche in Skin Care e Hair Care (nel 2025, Clinique e The Ordinary hanno guidato i guadagni di quota in valore nello Skin Care, classificandosi come brand #1 e #2 nella categoria. Estée Lauder e Le Labo hanno guadagnato quota in valore rispettivamente in Makeup e Fragranze. Nel canale direct-to-consumer, le fragranze sono cresciute di una percentuale a metà cifra singola); e in Europa occidentale con guadagni di quota nelle fragranze in Francia, Spagna e Regno Unito.

Analizzando i risultati per asse, nello SkicCare le vendite nette sono in aumento del 6%, trainate da La Mer, Estée Lauder e The Ordinary. Nel Makeup le vendite nette sono in calo dell’1%, principalmente per Estée Lauder, parzialmente compensato da M·A·C. Nell’asse Fragrance le vendite nette in aumento del 6%, trainate da crescita high-single-digit dei Luxury Brands in tutte le regioni, con leadership TOM FORD, Le Labo e KILIAN PARIS. In fine, nell’Hair Care le vendite nette tornate in crescita (+5%), trainate da espansione distribuzione e successo Multi-Peptide Serum for Hair Density (The Ordinary), oltre a spedizioni iniziali per Bumble and bumble (SalonCentric, febbraio 2026).

Per il 2026, la società sta aumentando la guidance annuale 2026, riflettendo performance solide nella prima metà dell’anno e mantenendo cautela per l’incertezza macroeconomica e i venti contrari persistenti. La società sta restringendo il range di vendita netta e aumentando le previsioni su EPS rettificato e margine operativo rettificato. La società continua a monitorare politiche commerciali e dazi, valutando strategie di mitigazione e ottimizzando la produzione regionale, incluso lo stabilimento in Giappone. Tali azioni dovrebbero compensare più della metà degli impatti attesi.

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