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Xerjoff firma il paesaggio olfattivo della mostra “Waves”

La maison di profumeria di nicchia accompagna il progetto artistico con il percorso sensoriale "Scented Landscape" in occasione della 61° Biennale di Venezia
Xerjoff firma il paesaggio olfattivo della mostra “Waves”ph ©Ugo Carmeni Studio 2026

Xerjoff, punto di riferimento della profumeria artistica mondiale, rinnova il suo legame con il mondo dell’arte partecipando come main partner a “Waves”, la mostra prodotta da Sanlorenzo Arts in occasione della 61ª Biennale di Venezia. All’interno della cornice di Casa Sanlorenzo, dal 6 maggio al 28 giugno, il brand firma “Scented Landscape”, un’esperienza che trasforma la percezione dello spazio espositivo attraverso l’elemento invisibile del profumo, concepito nella visione dei curatori Sergio Risaliti e Cristiano Seganfreddo per dare volume e profondità alla narrazione. Il percorso olfattivo ideato da Sergio Momo, fondatore, CEO e direttore creativo di Xerjoff, non si limita ad accompagnare la visita, ma agisce come un’architettura invisibile che modella i volumi e genera nuove soglie percettive, poiché ogni profumo è un’onda che attraversa spazio e tempo, portando con sé tracce e memorie. “Ogni profumo è un’onda che attraversa spazio e tempo, portando con sé tracce, memorie, intensità. Esiste solo nella sua propagazione.” — afferma Sergio Momo. In questa visione, il profumo si configura come esperienza dinamica, capace di dialogare con lo spazio e con chi lo attraversa. La mostra esplora l’onda come principio universale di trasformazione, mettendo in relazione arte, scienza e cultura del mare attraverso le opere di maestri assoluti come Alexander Calder, Lucio Fontana e Fausto Melotti, accanto a lavori di Tony Cragg, Christine Safa, Marcello Maloberti e Friedrich Andreoni, in un dialogo arricchito dal contributo dell’astrofisica Ersilia Vaudo Scarpetta, dove Xerjoff si integra perfettamente nel concept prodotto da Sanlorenzo Arts. In questa coreografia sensoriale, le note di Uden Overdose traducono il concetto di onda in una dimensione olfattiva vibrante, dove gli accordi agrumati e ambrati si fondono a decise sfaccettature ozoniche per avvolgere il visitatore in un movimento fluido che richiama le profondità marine, permettendo di vivere l’esposizione attraverso una totale immersione fisica. Il paesaggio olfattivo diventa una soglia percettiva, un campo sottile in cui l’invisibile prende forma e si intreccia con le opere esposte, amplificando il dialogo tra materia, spazio e percezione.

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